mercoledì 9 gennaio 2019

Partono in due, tornano in tre.


Tutto è iniziato al mare. Davanti all'oceano. E tutto torna all'oceano, anche alla fine. La fine di un capitolo e l'inizio di un altro. Ma un'altra storia. Un'altra vita. In parte.
Si è convinta. Si è convinta che la vita non è fatta solo per combattere. Ha voluto credere a questa idea. Probabilmente si farà male. Si faranno male. Ma ci vuole credere. E di punto in bianco, dall'essere una Vigilante si ritrova a diventare madre. Ha messo da parte molte cose, convive con l'astinenza di sparare, di uscire di ronda, di sentire l'adrenalina che la pervade ogni qualvolta ha a che fare con un criminale, o deve darsi alla fuga per non finire dentro. Ma allo stesso tempo si stupisce del potere di sentire un movimento dentro la propria pancia, di sentir crescere una vita e di vedere quella pancia che sembra pronta a esplodere. Le viene da sorridere quando i genitori di Brendan li riempiono di tutine e si incazza quando il lettino non si riesce a montare e ovviamente la colpa è di Brendan. Tutto sembra un po' meno assurdo quando Billy le lancia occhiate per accertarsi che stia bene, così come è meno assurdo quando accetta di essere suo testimone. Si sente grata per tutti i suoi "soldati" che hanno cura di lei e hanno accettato la situazione.
Ancora una volta guarda l'oceano. Elemento cardine della sua esistenza. Lo ha guardato prima di una possibile apocalisse. Lo ha guardato quando la sua vita ha preso una piega completamente inaspettata anni prima. Lo ha guardato con varie persone, ognuno con un ruolo differente nella sua vita. E la maggior parte sono persone che hanno lasciato il segno, ma che si è lasciata alle spalle. Ma è tornata, ancora. Con Brendan. Lì, dove tutto ha completamente ribaltato le loro vite. Lì, di fronte a quell'orizzonte che a guardarlo con qualcuno accanto fa meno paura.
Manca poco. 
Ha paura.
Ma ha scelto mesi prima di fare questo salto nel vuoto.
E in questi mesi si è convinta ancora di più.

Hanno il vento in faccia.
Hanno fatto una toccata e fuga. 
Doveva vedere l'oceano.
Si appoggia con le spalle al petto di Brendan.
Non parla per minuti. Un classico.
Poi, una frase.

"Ci siamo, Michael".

sabato 5 gennaio 2019

Goodbye

Salire le scale diventa, effettivamente, un'impresa. L'ascensore del palazzo in cui viveva è rotto, quindi sale quelle rampe di scale che la portano al settimo piano, nell'appartamento che ha messo a disposizione della madre. Sulle scale incontra la signora Smith, sorpresa di vederla con quella pancia ormai lievitata e, ammiccante, le chiede se era il ragazzo della pizza. Lei sogghigna, ma effettivamente non risponde e continua la sua salita. Raggiunto l'appartamento resta evidentemente stupita.

"Cosa? Te ne vai?"
"Sì, Andrea. Le vacanze stanno terminando e devo riprendere servizio"
Effettivamente non ci aveva pensato a questo dettaglio. O, forse, ingenuamente, sperava ci fosse un'alternativa, una soluzione.
"Mamma, manca pochissimo e te ne vai? Adesso?"
"Cosa dovrei rimanere a fare, Andrea?"
"Vedi un po' tu. Sta per nascere tuo nipote."
"Bene. E una volta che nascerà? Cosa farai? Continuerai a nasconderti, quando hai tutte le carte in regola per non farlo? Lo registrerai all'anagrafe? E il padre lo riconoscerà? Ah.. che domande."
"Hai mangiato pane e stronzaggine?"
"No Andrea, sono solo realista e mi dispiace, ma non riesco ad essere felice del tutto. Guarda in che condizione sei. Tra te e tuo fratello non so chi sia messo peggio."
"E adesso cosa c'entra James?"
"Cosa c'entra? Vive da ricercato. La stessa vita che ti stai quasi imponendo tu e che probabilmente imporrai a questo bambino"
"Non sto imponendo niente a nessuno."
"Andrea.. guardati intorno. Questo era il tuo appartamento. Guarda ora dove vivi. Anche solo la zona. La sera sei obbligata a tirare delle tende pesantissime per non far notare la vostra presenza, siete attaccati alla corrente non so nemmeno come.."
"E quindi, mamma, qual è il punto?"
"Che stai facendo una cazzata. Enorme."
"Papà.."
"..non mettere in mezzo tuo padre!"
"..era come me e James! Combatteva per qualcosa. Ha conosciuto te e non ha smesso di provarci."
"..infatti guarda com'è finito!"
"Lo dici sempre, cazzo, lo dici sempre! Ma siete stati felici in questi anni. Avete avuto me e James e.."
"..i tempi erano diversi. Non dovevamo nasconderci e comunque non mi pare che le cose siano cambiate in meglio."
"Ma ti senti? E allora perché i tempi erano diversi dobbiamo smetterla di provarci?! Papà lo faceva per te. Brendan lo fa anche per me, io lo faccio per tutti. Ci crediamo. Se non lo facessimo cosa succederebbe?"
"Non rischiereste la vita un giorno sì e l'altro pure."
"Mamma.. è un rischio che sono pronta a correre."
"Stai diventando madre Andrea.. vorresti questa vita per tuo figlio?"
"Certo che no, vorrei il meglio per lui."
"Allora non puoi biasimarmi se non sono contenta delle tue scelte, di come stai vivendo adesso. Avevi tutto. Puoi ancora avere tutto. Eppure sei sempre lì, in bilico, pronta a perdere qualsiasi cosa. Potevi avere qualsiasi uomo, invece hai scelto lui."
"Ah, però quando era preside della YGS andava bene, vero? Ora non va bene perché è un ricercato, mh?"
"Esatto. Ti stai privando di tante cose per stare con lui."
"Non so se te ne sei resa conto, mamma, ma con o senza di lui sono sempre stata in bilico. Non è lui che mi sta privando di chissà cosa. Anzi.. La situazione è complicata, ma troveremo il modo di far funzionare tutto."
"..Andrea"
"..no mamma. Andrea un cazzo. Non ci hai nemmeno provato a conoscerlo. Hai sparato frecciatine, abbiamo passato un Natale anche carino, ma per merito dei suoi genitori. Ti stai interessando a cosa faremo adesso, solo adesso, ma ti sei già fatta la tua idea in testa. Hai deciso che te ne vuoi andare. E io vorrei che tu restassi perché questo mi renderebbe felice."
"Mi dispiace, Andrea. Non resterò qui a vederti mentre butti tutto all'aria. Sia chiaro: voglio già bene a quel bambino che nascerà, ma non resterò qui a supportarti mentre rischi la vita ogni giorno, a fare la brava nonna mentre mia figlia è in giro a sparare o a prendersi pugni da chissà chi."

Segue del silenzio. Sospira e indietreggia di qualche passo.

"Ti manca il punto centrale. Il perché di tutto questo. Ma non starò qui a spiegartelo e rispiegartelo. Mi pare tu abbia le idee già abbastanza chiare."

Segue un altro momento di silenzio in cui è palese che entrambe si aspettano qualcosa dall'altra. Una scusa. Un incoraggiamento. Un qualsiasi gesto che butti giù quel muro invisibile che si è eretto tra loro, presente anche in questi giorni di visita.

Si avvicina alla porta e ha la mano sulla maniglia quando si sente chiamare per nome.
"Andrea.." 
e ha già un tuffo al cuore, come se fosse pronta a sentirsi più leggera. 
"..non tagliare fuori James."
Non si gira nemmeno verso la madre. Si sente uno sbuffo chiaramente sarcastico accompagnato da un gesto del capo, evidentemente rassegnato.
"Buon viaggio, mamma."



Partono in due, tornano in tre.