mercoledì 28 febbraio 2018

Wildflowers.

Ha un sorriso appena accennato quando James le regala quella margherita, così come quando Zoe le chiede se gli occhialini le servono per far scena, o perché ha problemi di vista. Indossa la Suit con tutte le armi del caso mentre quella bambina le pone tutte quelle domande e le suggerisce di cambiare le ventose, o di usare occhialini da piscina quando le dice che sono scomodi quando piove.

Ha una faccia apparentemente riposata, finalmente ha dormito, ma non come avrebbe voluto. Non ha la testa libera, non come vorrebbe. Non come ce l'aveva un paio di anni prima, appena rientrata dal suo anno all'estero, quando ha incontrato Jordan per la prima volta insieme al suo cane. Non come quando aveva ricevuto una foto di stivali da cowboy dopo aver conosciuto Nicholas. Nemmeno quando aveva iniziato il suo lavoro al Doubter. E ora se li è ritrovati tutti davanti, a distanza di pochi giorni. Un Jordan ancora sorridente e con il suo ego smisurato, così come Nicholas sempre verde e con quegli stivali addosso.

Ha la faccia stanca, invece, quando raggiunge Martin sulla lettiga dell'infermeria, imbestialita per l'ultimo comunicato visto in rete, perché l'istinto texano le suggerisce di rispondere, ma c'è una squadra pronta a tenerla coi piedi per terra. Ha la faccia stanca quando incontra Hilke a cui deve tenere nascoste alcune cose, ma con cui beve un caffè accompagnato da chiacchiere e pensieri vicini, oltre ai rispettivi locali. Ha la faccia stanca quando Andre fa visita al suo locale, ma le strappa un sorriso divertito e un momento di spensieratezza quando si fionda con piacere sulla torta che gli ha portato. Ha la faccia tremendamente stanca quando sente quella confessione di Clem alla sua domanda, risposta che le fa attorcigliare lo stomaco, ma che si impone di controllare perché è il Leader di una squadra. E ha la faccia stanca -anche se nascosta- quando un paio di sere dopo deve trasportare due metri di shell in un luogo riparato in attesa di rinforzi, dopo che hanno messo ko i rispettivi avversari. Ha la faccia stanca e combattuta quando scrive quel messaggio di scuse a Jackson. Ha la faccia stanca quando beve Whisky a cui pian piano si sta abituando ed altrettanto stanca quando poche ore dopo abbandona il letto per seguire Galen.

Rimane seduta a guardare quella margherita che le è stata regalata. Se la rigira tra i polpastrelli del pollice e dell'indice. Fisicamente è intera. L'apparenza è importante, soprattutto quando indossa quella maschera. Si irrigidisce quando Iris Carter le posa la mano sulla spalla, tacitamente la ringrazia quando la sposta. Rimane ad osservarla quando prende in braccio suo figlio nonostante il dolore che provi nei movimenti. Sorride a Zoe quando la saluta con un "Ciao donna che comanda tanti uomini". Non hanno parlato molto, ma si è sentita compresa e non è qualcosa che può dare per scontato.
Devi trovare qualcuno con cui puoi permetterti di essere stanca, qualche volta. E non voglio credere che combattere sia l'unica ragione che ci resta per vivere. 
 

mercoledì 21 febbraio 2018

?

Una chiamata. Due chiamate. Un messaggio. Due messaggi. Anche tre.Uno sguardo al telefono.Una stanza vuota. Due stanze vuote. Altre due vuote.Tre messaggi.Uno sguardo al cellulare. Monitor controllati. Ricerca gps fallita.Ancora una chiamata.Un usa e getta contro il muro.Un giorno.Due giorni.Tre giorni.
"Siamo tornati. Ero con loro. Climber è ferito."

Un'altra chiamata. Segnale assente.Gli occhi che si chiudono.La stanchezza che avanza, la rabbia ci va a braccetto.Un usa e getta contro il muro, un altro.La mano destra, pure. Il ghiaccio, poi.

"We are back."
Where the fuck are you?

mercoledì 14 febbraio 2018

Two Years


Tutto era così normale che le sembrava anomalo. Non tanto il dormire accanto a quel corpo che ormai conosce a dovere, ascoltarne e controllarne il respiro che interrompe quel silenzio, godersi quei momenti di pace prima che ogni altra questione torni a farsi viva intorno a loro e caschi pesantemente sulle loro spalle. A questo ci è abituata, ma non lo dà per scontato. 

La serata insieme al Pit's Pool, quel locale in cui molte cose sono iniziate per loro proprio due anni prima; quella bottiglia di Whisky che nemmeno le è piaciuto, ma che si sono portati a casa; lo stile di ordinare delle alette di pollo per accompagnare una bevuta simile; quelle chiacchiere leggere, l'ironia e i sorrisi prima di frecciatine pungenti. Questo dovrebbe essere normale, ma per come sono abituati a vivere, ora che ci ripensa a letto, sembra qualcosa di assurdo. Ma è quell'assurdo che ogni tanto ci vuole. Perché illudersi che le cose possano ancora essere "normali" non è un male, spegnere la testa per una sera e levare la maschera può servire. 

E senza maschera, soprattutto senza maschera, lui è pericoloso per lei e lei è pericolosa per lui. Legarsi a qualcuno è pericoloso. Sono due anni che sanno di essere nella merda per questo. Ma hanno brindato ai passi indietro che non verranno fatti, o perché troppo tardi per farli, o perché sarebbe sciocco. Le ha concesso quella serata, entrambi hanno messo da parte qualsiasi altra questione.. è stato un po' come due anni fa. 

Ma anche due anni fa il risveglio non è stato roseo. Da lì a cinque giorni due realtà si sarebbero incontrate e se un rituale non avesse avuto successo, tutto sarebbe finito. Si sono svegliati insieme per la prima volta, un po' di imbarazzo iniziale, ancora qualche momento insieme, poi a combattere per evitare la fine del mondo. Già due anni fa erano impegnati sullo stesso fronte, ma senza saperlo. Da lì a pochi giorni molte cose sarebbero venute fuori.

Due anni dopo sono ancora insieme nel letto di casa loro.
E si gode quel momento di spensieratezza. Ma..

..tutto ha una fine. Ne è consapevole. 

Ma non si aspettava un risveglio simile. Sente il suo sonno farsi irrequieto. Ne carezza il viso e i capelli per placarlo, ma niente. In men che non si dica sono nell'Infermeria del Node intenti a fare analisi per capirne l'origine, per assicurarsi che lei non sia stata contagiata, a fare ipotesi, a sfogare tutta la loro frustrazione l'uno in faccia all'altra, a sperare di trovare una soluzione a qualcosa che la sta spaventando e che fatica a nascondere.

"Tu non morirai. Non adesso. Non per questo."
"Te l'ho detto, ce la metterò tutta per non farmi ammazzare."





lunedì 12 febbraio 2018

The winner takes it all.

"Avevi già vinto.. e nonostante tutto.. hai voluto stravincere.."
"Io non ho vinto.. qui non ha vinto proprio nessuno."



sabato 3 febbraio 2018

Partono in due, tornano in tre.