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sabato 5 gennaio 2019

Goodbye

Salire le scale diventa, effettivamente, un'impresa. L'ascensore del palazzo in cui viveva è rotto, quindi sale quelle rampe di scale che la portano al settimo piano, nell'appartamento che ha messo a disposizione della madre. Sulle scale incontra la signora Smith, sorpresa di vederla con quella pancia ormai lievitata e, ammiccante, le chiede se era il ragazzo della pizza. Lei sogghigna, ma effettivamente non risponde e continua la sua salita. Raggiunto l'appartamento resta evidentemente stupita.

"Cosa? Te ne vai?"
"Sì, Andrea. Le vacanze stanno terminando e devo riprendere servizio"
Effettivamente non ci aveva pensato a questo dettaglio. O, forse, ingenuamente, sperava ci fosse un'alternativa, una soluzione.
"Mamma, manca pochissimo e te ne vai? Adesso?"
"Cosa dovrei rimanere a fare, Andrea?"
"Vedi un po' tu. Sta per nascere tuo nipote."
"Bene. E una volta che nascerà? Cosa farai? Continuerai a nasconderti, quando hai tutte le carte in regola per non farlo? Lo registrerai all'anagrafe? E il padre lo riconoscerà? Ah.. che domande."
"Hai mangiato pane e stronzaggine?"
"No Andrea, sono solo realista e mi dispiace, ma non riesco ad essere felice del tutto. Guarda in che condizione sei. Tra te e tuo fratello non so chi sia messo peggio."
"E adesso cosa c'entra James?"
"Cosa c'entra? Vive da ricercato. La stessa vita che ti stai quasi imponendo tu e che probabilmente imporrai a questo bambino"
"Non sto imponendo niente a nessuno."
"Andrea.. guardati intorno. Questo era il tuo appartamento. Guarda ora dove vivi. Anche solo la zona. La sera sei obbligata a tirare delle tende pesantissime per non far notare la vostra presenza, siete attaccati alla corrente non so nemmeno come.."
"E quindi, mamma, qual è il punto?"
"Che stai facendo una cazzata. Enorme."
"Papà.."
"..non mettere in mezzo tuo padre!"
"..era come me e James! Combatteva per qualcosa. Ha conosciuto te e non ha smesso di provarci."
"..infatti guarda com'è finito!"
"Lo dici sempre, cazzo, lo dici sempre! Ma siete stati felici in questi anni. Avete avuto me e James e.."
"..i tempi erano diversi. Non dovevamo nasconderci e comunque non mi pare che le cose siano cambiate in meglio."
"Ma ti senti? E allora perché i tempi erano diversi dobbiamo smetterla di provarci?! Papà lo faceva per te. Brendan lo fa anche per me, io lo faccio per tutti. Ci crediamo. Se non lo facessimo cosa succederebbe?"
"Non rischiereste la vita un giorno sì e l'altro pure."
"Mamma.. è un rischio che sono pronta a correre."
"Stai diventando madre Andrea.. vorresti questa vita per tuo figlio?"
"Certo che no, vorrei il meglio per lui."
"Allora non puoi biasimarmi se non sono contenta delle tue scelte, di come stai vivendo adesso. Avevi tutto. Puoi ancora avere tutto. Eppure sei sempre lì, in bilico, pronta a perdere qualsiasi cosa. Potevi avere qualsiasi uomo, invece hai scelto lui."
"Ah, però quando era preside della YGS andava bene, vero? Ora non va bene perché è un ricercato, mh?"
"Esatto. Ti stai privando di tante cose per stare con lui."
"Non so se te ne sei resa conto, mamma, ma con o senza di lui sono sempre stata in bilico. Non è lui che mi sta privando di chissà cosa. Anzi.. La situazione è complicata, ma troveremo il modo di far funzionare tutto."
"..Andrea"
"..no mamma. Andrea un cazzo. Non ci hai nemmeno provato a conoscerlo. Hai sparato frecciatine, abbiamo passato un Natale anche carino, ma per merito dei suoi genitori. Ti stai interessando a cosa faremo adesso, solo adesso, ma ti sei già fatta la tua idea in testa. Hai deciso che te ne vuoi andare. E io vorrei che tu restassi perché questo mi renderebbe felice."
"Mi dispiace, Andrea. Non resterò qui a vederti mentre butti tutto all'aria. Sia chiaro: voglio già bene a quel bambino che nascerà, ma non resterò qui a supportarti mentre rischi la vita ogni giorno, a fare la brava nonna mentre mia figlia è in giro a sparare o a prendersi pugni da chissà chi."

Segue del silenzio. Sospira e indietreggia di qualche passo.

"Ti manca il punto centrale. Il perché di tutto questo. Ma non starò qui a spiegartelo e rispiegartelo. Mi pare tu abbia le idee già abbastanza chiare."

Segue un altro momento di silenzio in cui è palese che entrambe si aspettano qualcosa dall'altra. Una scusa. Un incoraggiamento. Un qualsiasi gesto che butti giù quel muro invisibile che si è eretto tra loro, presente anche in questi giorni di visita.

Si avvicina alla porta e ha la mano sulla maniglia quando si sente chiamare per nome.
"Andrea.." 
e ha già un tuffo al cuore, come se fosse pronta a sentirsi più leggera. 
"..non tagliare fuori James."
Non si gira nemmeno verso la madre. Si sente uno sbuffo chiaramente sarcastico accompagnato da un gesto del capo, evidentemente rassegnato.
"Buon viaggio, mamma."



lunedì 16 aprile 2018

him.



"Le cose si sistemeranno. Come sempre."
"Al momento è tutto una grande merda."
"Ne siamo sempre usciti insieme, no?
Quindi è solo una merda momentanea.
Quando la pesti con la scarpa puoi sempre pulirla."


 
 
 

mercoledì 11 aprile 2018

Goodbye.


Avevamo in ballo un pranzo. Noi due.
Un pranzo che non potrò offrirti, che non avverrà mai.
E avevamo in ballo una promessa, noi due.
La promessa di trovarmi sempre e comunque.
Qualsiasi cosa accada.
Temo di doverle infrangere entrambe.

Legge e rilegge quelle righe, parte di un messaggio più lungo che accompagnano una torta al cioccolato già iniziata, davanti alla struttura vuota di quella che era la sua officina, bagnata dalla pioggia che ultimamente non abbandona Philadelphia, se non per brevi intervalli. Lo aveva conosciuto proprio sotto la pioggia e con la pioggia gli dice addio. Poi entra, consapevole di non trovarlo. E tira calci a quel che può, rovescia ciò che può. Come se servisse a qualcosa, perché nemmeno la rabbia che prova dentro sembra essere placabile. Quel biglietto diventa una pallina di carta che viene scagliata chissà dove. E gli parla. Gli parla come se fosse lì. Più che parlargli lo sta insultando. E la sua voce riecheggia in quell'ambiente completamente vuoto insieme ai rumori di roba che cade rovinosamente a terra. Si avvia verso l'uscita, consapevole che un altro punto fermo della sua vita se n'è andato. Per sempre. Un appiglio in meno. E il vuoto dentro di lei si allarga ancora di più. Esce dall'officina. Qualche passo, poi ci ripensa. Rientra e va a cercare quella pallina di carta per portarla con sé. E mangerà quella torta.



Partono in due, tornano in tre.