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mercoledì 17 gennaio 2018

Finalmente Iris Carte ha una faccia. Faccia già conosciuta per ovvi motivi, ma finalmente la vede personalmente. E l'altra vede la sua maschera. Non c'è più un cellulare su cui scrivere e comunicarsi quello che pensano. A ripensarci le viene da sorridere soffermandosi sull'immagine della semidea che la prende per mano per raggiungere la fontana dove hanno incontrato quella voce che lo stesso giorno è entrata nelle loro menti.
Si poteva aspettare tante cose, si era fatta varie ed eventuali ipotesi sul perché di quell'incontro, su cosa avrebbe saputo, su quello che dovrebbero fare. E anche questa volta non ci ha beccato. Se non un semplice punto: dovranno lavorare insieme.

Il Monaco le informa su quello che spetta a loro e alle loro squadre. Li informa sull'importanza della collaborazione, del riuscire da entrambe le parti nel loro compito. Ma soprattutto le informa sull'importanza che loro due avranno in questa battaglia. E questo dettaglio, al momento, lo ha tenuto solo per sé.

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Rientra in casa e la prima cosa che fa è recuperare una birra e piazzarsi davanti alla vetrata dell'area living a guardare fuori dalla finestra, in attesa che Galen torni a casa. Non è solita fumare. Lo fa solo quando è nervosa. E questa è una di quelle occasioni. Guarda all'esterno, ma non sta effettivamente puntando lo sguardo su alcun dettaglio in particolare.
Non le sono mai piaciute tutte queste faccende legate al sovrannaturale, seppure in passato abbia studiato qualcosa, ma solo per necessità. Eppure ha imparato a conviverci, in tutti i sensi. Anche nelle mura di casa sua. Nuovi enti che prendono di mira la terra, la città e tocca sempre a loro rimettere insieme i pezzi.
Ma lo fa. Quando ha accettato il suo ruolo, quando ha deciso di indossare una maschera ha accettato tutto quello che comprende il pacchetto; è disposta a tutto. Ma ha ancora un po' di sano egoismo che la porta a pensare che no, lei certe cose non vuole perderle e dovrà lottare coi denti perché ciò non avvenga.

Si è mostrata vulnerabile davanti a Iris, davanti a una donna che, invece, sembra tutta d'un pezzo. Le ha detto che le piace la sua cazzutaggine, lo ha detto un po' per scherzo, ma dietro ogni battuta si nasconde una fonte di verità. Non si è vergognata a mostrarsi vulnerabile, ma del resto.. non ha nemmeno trent'anni e deve ancora farsi le ossa sotto tanti punti di vista. 
E per fortuna anche il Monaco ha usato belle parole.

Scout tu sei sopravvissuta alla morte, ai tradimenti, alla solitudine, eppure sei ancora qui, e dentro di te, c'è ancora una forza impressionante che ti spinge a salvare gli innocenti. Tu sei una guida proprio come Carter [...] Caccia tutta la tua forza perché i tuoi compagni non dovranno vacillare. Siete una luce per questa città: falla brillare Scout. Non ci sono clausole se fallite morite.

La sigaretta finisce. Abbandona il mozzicone all'interno di un posacenere lasciato in giro da Galen. Si scosta dalla finestra, si porta dietro la sua birra e raggiunge un altro angolo di quel bilocale. Ha bisogno di metabolizzare. E sicuramente di un supporto, seppure terrà per sé questa responsabilità ancora per un po'.




Partono in due, tornano in tre.