Sono rientrati vivi dalla missione e già è un grande traguardo. Ma sono rientrati provati. Lei non è da meno. Da quando ha rimesso piede al Node la sua unica preoccupazione è stata solo una e i ruoli si sono invertiti, improvvisandosi infermiera, armata di disinfettante per stabilizzare la Maschera distesa sulla lettiga, grazie anche all'aiuto di Edward. Tutto il resto è stato messo in secondo piano. Non è bastato nemmeno un Lincoln in mutande a distrarla a sufficienza.
La notte l'ha passata in Infermeria. Si è allontanata solo per levarsi la suit rotta per colpa di un morso dell'ombra. Le fa male la spalla. Si è slogata, ma ha preferito che le cure venissero concesse ad altri, prima. Poi, tra una cosa e l'altra, si è tenuta il dolore ed è rimasta seduta accanto alla lettiga per tutta la notte e ha vegliato per tutta la notte.
Davanti a sé ha ancora l'immagine di quella bambina che piange, disperata.
Sai cosa vuol dire quando qualcuno viene in casa tua e inizia a sparare alla tua famiglia, improvvisamente?
No, lei non lo sa cosa significa. Ma vede come quelle ombre puntano Lich dopo che l'ha afferrata per tenerla ferma. Minaccia di sparare contro Christmas Tree, ma lei non si ferma e ben trentatré morsi colpiscono la Maschera proprio davanti ai suoi occhi. Scatta in avanti, ma in mezzo c'è Climber che le mette il DogKeeper e tutto finisce. Ma non può tentennare. Non ancora. Prima c'è un incendio da appiccare e una droga da eliminare completamente, prima che dall'altra parte del tunnel arrivino i federali. Se poi si tratta di loro.
Quando riapre gli occhi non sa bene che ore siano. Oltre alla spalla le fa male il collo e un po' la schiena. Si sente indolenzita. Subito guarda in direzione della Maschera su cui ha vegliato e poi si rimette in piedi. Uno sguardo ancora attento e piuttosto preoccupato in favore del ragazzo, poi si sposta, dirigendosi verso l'uscita dell'Infermeria. Tutto tace al Node, c'è sempre chi fa il turno di guardia, ma c'è davvero poco movimento. Recupera una tazza di caffè e scende al piano inferiore. No, questa volta non va a sparare. Si dirige verso le celle, lì dove buttano dentro i loro prigionieri e spesso è l'ultimo posto che vedono.
Raggiunge la cella al cui interno si trova Luna, quella piccola streghetta che gliene ha fatte passare di ogni colore alla squadra. Una sola bambina è riuscita a mettere in difficoltà cinque Vigilanti e non proprio i primi incontrati per strada. Intorno al collo ha ancora il DogKeeper, ha dato l'ordine di non liberarla per nessun motivo o potrebbe nuovamente creare problemi. Sbircia all'interno della stanza mentre beve un sorso di caffè, tenendo la tazza con entrambe le mani. Al momento è completamente innocua.
Una stretta la prende in pieno alla bocca dello stomaco.
Non appena se l'è trovata davanti non ha esitato. Ha attraversato un tunnel con delle ombre pronte a ferirla, a mangiarla viva. Letteralmente. Quando se l'è trovata davanti non importava quanti anni avesse. Non ci ha messo molto prima di sparare il primo colpo, poi il secondo. Poi qualcosa le si è accesso nella testa. La ragione ha ripreso a lavorare, riuscendo a dominare sull'istinto che fino a quel momento è stato ciò che l'ha guidata. Non ha esitato per sparare a una bambina di dieci anni.
Ha ancora impressa quell'immagine, quel momento in cui ha realizzato di aver davanti una bambina. Improvvisamente non si è riconosciuta più.
"A volte penso a quanto sono cambiata da quando ho indossato questa maschera. Ma non lo rimpiango."
"Sì, siamo cambiati molto."
"So che se potessi tornare indietro rifarei tutto allo stesso modo."
Ma quando ha smesso di usare un briciolo di ragione?
Quando ha iniziato ad essere un mostro?
Perché è così che si sente, ora che la guarda dormire.
"A volte penso a quanto sono cambiata da quando ho indossato questa maschera. Ma non lo rimpiango."
"Sì, siamo cambiati molto."
"So che se potessi tornare indietro rifarei tutto allo stesso modo."
Ma quando ha smesso di usare un briciolo di ragione?
Quando ha iniziato ad essere un mostro?
Perché è così che si sente, ora che la guarda dormire.
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