lunedì 30 aprile 2018

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Non dorme. Ci ha provato, ma non le riesce. Resta con la schiena contro il materasso a fissare il soffitto di quell'appartamento nuovo, le ombre proiettate dalle vetrate che si estendono su una delle pareti, quella alle spalle del letto. La mano sinistra le fa un po' male. Gliel'hanno fasciata e bendata di fretta prima che si occupasse di altro. E poi non si è fatta curare. C'era chi aveva più bisogno di lei. Chi si è preso un colpo al posto suo, spostandola di peso, allontanandola. Se l'è cavata con un taglio alla mano. 

Erano circondati. Non avevano vie d'uscita. Erano loro tre contro innumerevoli altri Vigilanti che per qualche motivo ancora sconosciuto hanno deciso di incastrarli. Si è resa conto che non c'erano vie di fuga e non lo ha detto agli altri due. Ha portato due persone a morire con lei. Una che si è appena affidata a loro, l'altro è la persona che si è promessa di proteggere, per quanto possibile. Perché, ammettiamolo, come si può difendere qualcuno che ha deciso di intraprendere la tua stessa vita? 
Si stropiccia gli occhi e poi la mano sale tra i capelli, spostandoli appena indietro prima di voltarsi. Non è da sola. Si muove piano per evitare di svegliarlo. Intera è tornata intera e poi hanno svuotato quella bottiglia che ora giace abbandonata su uno dei due comodini. Ha pensato anche a lui in quel momento. In cui pensava di essere spacciata. Gli aveva detto che sarebbe tornata intera. Quella bottiglia sarebbe rimasta piena e non sarebbero di nuovo lì, non potrebbe riavvicinarsi a lui come sta facendo in questo momento. 
Non gli deve nessuna spiegazione. Sa già quello che le succede e non deve mentire in alcun modo. Può essere se stessa.

Ha sempre odiato mentire. E infatti non lo fa; omette alcuni dettagli.
In quel nano secondo che è durato una eternità, in quel momento in cui ha pensato di essere morta ha pensato anche a chi vorrebbe dire tutto, liberandosi di un peso enorme, mostrandosi per quello che è veramente. Ma che non può fare. E ha paura di fare. Però lo raggiunge. Trova un momento per staccarsi e presentarsi lì, senza avvisare. Una toccata e fuga, ma di quelle che dopo una notte simile non possono altro che far bene.

E poi c'è stato lui. Un insieme di emozioni che le hanno attanagliato lo stomaco. Il sol pensiero le toglie il fiato e sta seguendo il consiglio di chi, abbracciandola, le ha detto di buttarsi con la testa su altro, di tenersi impegnata. E lo sta facendo. Ma proprio lì, nel momento in cui si è resa conto che Judith sarebbe stata probabilmente la sua ultima avversaria, dopo aver visto il fratello ferito per salvarla, è tornato. 

Si stringe di più a chi ha accanto. Si concede quel gesto e chiude gli occhi. Ci prova.
Ma continua a pensare, questa volta arrovellandosi su cosa hanno scoperto quella sera, sui prossimi passi e sul viaggio imminente per New York.

Ha un messaggio da mandare.
Non si sa se lo manderà.

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Partono in due, tornano in tre.