Si è innamorata di questa visuale non appena ha messo piede in quell'appartamento. La città le sembra così bella, tranquilla. Un altro posto. Sarà l'altezza che la allontana dalla strada, dai veri problemi; la zona decisamente più agiata rispetto quella in cui spende la maggior parte del proprio tempo; le luci che di notte rendono qualsiasi posto più affascinante.. ma le piace. E continua a guardare fuori da quelle vetrate, ora in un momento diverso, dalle luci della notte, alle prime luci del mattino, con la luce soffusa che precede l'alba di un nuovo giorno. Quell'immagine la rapisce. Odi et amo. Un amore insensato che la spinge a fare quello che fa quotidianamente, a indossare la maschera contro chi semina odio e paura. Contro chi se ne approfitta. Accumula cicatrici che è sempre più difficile nascondere fa finta di non vederne altre. Ha fatto un passo indietro a chi le prometteva presenza e stabilità, ha avuto paura. Ha fatto quel passo indietro per puro egoismo. Un egoismo che si ripete la fa star bene, almeno per il momento. Respira ancora il profumo di quei sali che si sono mescolati ai loro corpi e alle lenzuola; respira quell'attimo di pace prima di sciogliere quell'abbraccio e tirarsi su e andare alla ricerca del proprio cellulare. E nonostante i piani che la separano dalla strada, si sente catapultata per terra. Corre. Non nasconde la preoccupazione. "Devo andare". Un bacio e viene di nuovo attirata. Ma non c'è tempo, ne ha perso già abbastanza. E si ritrova in una zona diversa della città, completamente. Da una casa perfetta a una improvvisata. Da una situazione di benessere, alla disperazione. Non c'è molto da dire. Prova a placare quel che può silenziosamente, con la sua presenza e quell'abbraccio che in ventiquattro anni non è mai venuto meno.

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