domenica 17 giugno 2018

Happy Birthday

Il tempo di lasciare a MelaMarcia il compito di spammare quel comunicato sulla rete ed è uscita, ha un appuntamento. Raggiunge Sun in un locale di dubbio gusto, un locale già frequentato altre volte, ma è la compagnia diversa.
Whiskey scadente. Odore di fumo. Facce più o meno note, alcune brutte, altre ancora peggio. Tavoli da biliardo, il suono delle palle che si scontrano tra loro dopo il colpo con la stecca. Chiacchiere e semplici confessioni con chi non ne ha mai fatte. 

«È il mio compleanno, offro io»
«Devi essere proprio disperata per passarlo qui con me»
«Già, direi proprio di sì»

Poche settimane ed è cambiato qualcosa. Una nuova consapevolezza. Rendersi conto che quella tanto agognata normalità, probabilmente, non è più la sua. È altro. Lo ha sempre saputo, ma ha provato a lasciar correre. Passare serate in cima alla città e ritrovarsi poi in un bagno di un locale squallido con uno sconosciuto di cui si è già dimenticata il nome, o forse non lo ha nemmeno ascoltato veramente. Gestire un locale sulla South Street, un locale che è la realizzazione di un sogno e poi vederlo saltare per aria, perché c'è una guerra. C'è qualcosa per cui si sta combattendo. E non sapere se riaprirlo. Passeggiate nel City Center e poi passare sotto terra accanto a un compagno ferito. Serate di pura baldoria e poi indossare una maschera e far baldoria a suon di colpi di pistola. Avere cicatrici sul corpo che non possono essere spiegate. 

La normalità è altro. È star seduta sul tavolo della Sala Briefing con i suoi compagni davanti. Parlare di quello che succede. È Lexi che racconta come ha scoperto la crescita dei suoi poteri, Devon che è "l'ultimo arrivato" e già si mette a disposizione con nuove idee. È Lia che passa parte del suo tempo a rattoppare i compagni, così come Owen che le manda messaggi per dichiarare le sue intenzioni. E lei è d'accordo, adesso. È mangiare una fetta di torta con Martin e spalmargliela in faccia, divertendosi poi insieme nella MARV. È Jimmy che ha accettato di essere il suo braccio destro. Lo è sempre stato, ma in un momento in cui molti se ne sono andati, lui è rimasto. È anche Joel, che è tornato ed è più taciturno del solito. È avere un ideale comune, essere fianco a fianco contro la criminalità e pararsi il culo quando anche i federali ti stanno col fiato sul collo. È avere cicatrici sul corpo e non dover spiegare nulla, perché altri c'erano, hanno rimesso insieme i pezzi. Ti hanno salvato la vita. È questa la vita che ha scelto.

Tutto il resto sembra aver perso d'importanza. 
E quando rientra a casa, all'alba, praticamente barcollando e sotto completo effetto dell'alcol bevuto, vede quella cornice. Una foto di tre anni prima. Quella foto con facce di persone che non ci sono più, o che sono disperse in chissà quali parti del mondo. E poi altre foto più piccole degli ultimi anni. La più recente di un paio di settimane prima. Le prende tutte e le strappa. Tanti pezzi che vengono gettati nel cestino e poi si lascia il mondo alle spalle, crollando a letto.


Un nuovo messaggio.
Mum.

"Buon compleanno, tesoro".

Nessun commento:

Posta un commento

Partono in due, tornano in tre.