"Scatta una foto. Sì, proprio adesso!"
Ce l'ha stampato in testa quel momento. Oltre che sulla memoria del proprio cellulare. Un momento esatto. Ben preciso. Che ha il suono di quella canzone che sta cantando sbagliando le parole e senza nemmeno essere troppo intonata. Ha il suono della risata di Aaron che dal sedile del passeggero la guarda e ride, ma non le dice nulla. Ha il profumo del bagnoschiuma di quel motel che proviene dai corpi di entrambi. E ha il profumo della cena che si sono concessi -finalmente- ieri sera. Ha il sapore del Texas. Di casa. Ha la forma di due capelli da cowboy lasciati sui sedili posteriori. E di quel toro meccanico che hanno cavalcato. Ha la sensazione dello stomaco pieno dopo la mega mangiata e in vista della colazione on the road di quella mattina. Ha i colori di quella giornata appena iniziata. E di Philadelphia a qualche chilometro di distanza, davanti a loro. Ha l'essenza di qualcosa di semplice e genuino. Tutto raggruppato in un solo momento. Ed è felice.
Non c'è un vero motivo per essere felice. Lo è e basta. Non perché sta cantando senza sapere le parole. Non perché sta sognando dei pan cakes per colazione. Non perché è con Aaron. Non per la serata e per aver vinto la scommessa sul toro meccanico. Lo è. Un breve momento di genuina spensieratezza. Spensieratezza che scompare il secondo dopo. La consapevolezza che torna a pesare e schiacciare tutto il resto.
Non c'è un vero motivo per essere felice. Lo è e basta. Non perché sta cantando senza sapere le parole. Non perché sta sognando dei pan cakes per colazione. Non perché è con Aaron. Non per la serata e per aver vinto la scommessa sul toro meccanico. Lo è. Un breve momento di genuina spensieratezza. Spensieratezza che scompare il secondo dopo. La consapevolezza che torna a pesare e schiacciare tutto il resto.
;
"Finiremo col farci male, in qualche modo."
"Quasi sicuramente. Ma a me il rischio va di correrlo. A te?"
Nessun commento:
Posta un commento