mercoledì 29 agosto 2018

Revenge.

Ne hanno passate di tutti i colori. Ma a certe cose non ci si abitua. 

Mai. 

Lo hanno già preso altre volte. Lo ha visto innumerevoli volte sul letto dell'infermeria, intento a lottare tra la vita e la morte. Gli ha stretto la mano, sempre. Ha passato nottate seduta su una sedia scomodissima e dormendo appoggiata con la testa sullo stesso letto. Lo ha riportato alla base dopo tante missioni, intero o più o meno ferito. Gli è sempre rimasta accanto. Anche questa volta.

Ma è la prima volta che glielo portano via sotto il naso. È la prima volta che non riesce a far nulla per riprenderselo. Che si sente impotente. Che si prendono gioco di lei in quel modo. È la prima volta che non si dà pace per aver creduto a qualcuno che poi si è fatto beffa di lei. 

Non si perdona tutto questo. Non si perdona guardando tutte le ferite che ha riportato e le successive medicazioni che ha ricevuto. Non si perdona mentre gli accarezza i capelli, mentre lui ancora dorme, forse per effetto dei farmaci, forse perché esausto, ma in un posto sicuro. O almeno così dovrebbe essere. Non si perdona quando vede il lobo sinistro mancare, anche se resterà comunque "il più bello della banda". Le viene quasi male a guardarlo.

E non bastano gli spari contro le innumerevoli sagome del poligono al Node. Non bastano le parole rassicuranti di chi le sta accanto. Non bastano quelli incontrati di notte a cui ha quasi rubato l'ultimo respiro, o i tentativi di spegnere la testa tra le braccia di qualcuno e con i suoi baci . Non basta.

Si sente ribollire dentro. 
Sente il desiderio di vendetta. 

Nessun commento:

Posta un commento

Partono in due, tornano in tre.