Si siede a letto mentre il telefono dall'altra parte squilla.
Uno.
Due.
Tre.
Ha una mezza idea di riattaccare.
Quattro.
Cinque.
Ok, sta per farlo.
"Andrea?!" non sente quella voce da mesi. Pensava di essere pronta a parlare, si era preparata al tono stupito e anche preoccupato. "Andrea, cazzo parla, o mi preoccupo.." la finezza è proprio di famiglia. "..o se è uno scherzo idiota da qualcuno, giuro che -"
"Mamma, sono io."
"Mamma, sono io."
"Aspetta ancora un po' a parlare, mi raccomando." il tono è duro, ma si sente che è sollevata di sentire la sua voce.
Ancora una volta credeva di essere in grado di iniziare una conversazione, ma le parole sembrano non uscire. C'è del silenzio.
"Andrea.." il tono si addolcisce, in qualche modo, un invito a continuare.
"Scusami.." è un filo di voce quello con cui parla e si rimette in piedi, ha bisogno di muoversi e cammina all'interno di quella stanza da letto illuminata solo dalla stufetta elettrica che hanno attaccato.
"..non penso tu mi abbia chiamato per questo"
"No, infatti, ma.." si guarda intorno, come alla ricerca di un appiglio "..sono cambiate tante cose e ho preferito lasciar correre, affrontare altre cose di petto ed evitarne altre."
"Avevi solo paura"
"No, infatti, ma.." si guarda intorno, come alla ricerca di un appiglio "..sono cambiate tante cose e ho preferito lasciar correre, affrontare altre cose di petto ed evitarne altre."
"Avevi solo paura"
"Ho ancora paura"
"Mi preoccuperei se non fosse il contrario."
"Mi preoccuperei se non fosse il contrario."
C'è un silenzio in cui si capisce che anche dall'altro capo c'è qualcuno che sorride un po', come sta facendo lei.
"Quindi.." è sempre la madre che incalza "..hai deciso di farti risentire dopo mesi, perché? Devi dirmi qualcosa di James.."
"No, mamma.."
"Quindi ancora non vi parlate?"
"A quanto pare"
"Ok, quindi è morto qualcuno?"
"No, mamma.."
"Quindi ancora non vi parlate?"
"A quanto pare"
"Ok, quindi è morto qualcuno?"
"No, l'esatto contrario.."
"Oh, è nato qual-" si blocca, letteralmente e mentre si guarda allo specchio si immagina la faccia della madre, come se ce l'avesse lì davanti "..chi è il coglione che ti ha messa incinta? Anzi, facciamo un passo indietro.. sai almeno chi è il padre? No, perché ho saputo che.."
"..mamma, so chi è il padre e lo conoscerai. Va tutto bene. Siamo un po' confusi per tutta la situazione, ma siamo contenti."
"Ah, quindi magari la smetterai di seguire le orme di tuo padre?"
"Non proprio.."
"Oh, è nato qual-" si blocca, letteralmente e mentre si guarda allo specchio si immagina la faccia della madre, come se ce l'avesse lì davanti "..chi è il coglione che ti ha messa incinta? Anzi, facciamo un passo indietro.. sai almeno chi è il padre? No, perché ho saputo che.."
"..mamma, so chi è il padre e lo conoscerai. Va tutto bene. Siamo un po' confusi per tutta la situazione, ma siamo contenti."
"Ah, quindi magari la smetterai di seguire le orme di tuo padre?"
"Non proprio.."
"E lui te lo permette?!"
"Bé, la co-"
"..no, fammi capire, è un altro come te. Magari peggio." e la risposta di Andrea è una risata e in due stanze diverse, a kilometri di distanza, entrambe si siedono. Nello stesso momento. "Lo sapevo che quello verde che prendeva fuoco era solo l'inizio della fine.."
"Bé, la co-"
"..no, fammi capire, è un altro come te. Magari peggio." e la risposta di Andrea è una risata e in due stanze diverse, a kilometri di distanza, entrambe si siedono. Nello stesso momento. "Lo sapevo che quello verde che prendeva fuoco era solo l'inizio della fine.."
E nel sentire quel commento le viene da ridere.
"Non è verde e non prende fuoco."
"Non so se aspettarmi di peggio."
"Mamma.."
Dall'altra parte segue un sospiro. "Sei felice? Cioè, sei davvero sicura di quello che stai facendo?"
"Non so se aspettarmi di peggio."
"Mamma.."
Dall'altra parte segue un sospiro. "Sei felice? Cioè, sei davvero sicura di quello che stai facendo?"
"Mai stata più sicura. E credimi, a papà piacerebbe. Gli somiglia.. bé, oddio, ha un senso del gusto molto discutibile quando si parla di abbigliamento, ma.. sono felice."
Un altro sospiro dall'altra parte del telefono.
"Quando vieni qui?"
"Sul serio me lo stai chiedendo?"
"Sul serio me lo stai chiedendo?"
"Pensi che me la possa cavare da sola?"
"Lo stai dicendo da mesi, se non da anni."
"..lo so. Ma su questo fronte ho bisogno della mia mamma."
"Lo stai dicendo da mesi, se non da anni."
"..lo so. Ma su questo fronte ho bisogno della mia mamma."
"Da quando sei ruffiana?"
"Eh, sto imparando dal migliore"
"Dai, parlami di questo uomo del mistero.."
"Eh, sto imparando dal migliore"
"Dai, parlami di questo uomo del mistero.."
E si mette comoda sul letto e inizia a raccontarle di Brendan, di come tutto ha avuto inizio, della loro casa appena sistemata e degli avvenimenti più recenti. Prende appunti sui consigli che le vengono dati, su cosa mangiare e cosa no, perché lei si fida della mamma, non cerca le cose su internet. E la serata procede in questo modo. Una chiacchierata con la mamma, la donna che l'ha messa al mondo, che l'ha crescita, che l'ha amata, che l'ha resa la donna che lei è adesso, la madre che anche lei sta diventando. Dopo mesi di silenzio, finalmente, una chiamata. Non servono scuse. Non serve niente per quel momento, per il ricongiungimento tra una madre e sua figlia.
"Guardo i voli, vi raggiungo appena riesco"
"Grazie mamma."
"Andrea.."
"Sì?"
"Papà sarebbe molto felice."
"Sì?"
"Papà sarebbe molto felice."
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