lunedì 16 aprile 2018

him.



"Le cose si sistemeranno. Come sempre."
"Al momento è tutto una grande merda."
"Ne siamo sempre usciti insieme, no?
Quindi è solo una merda momentanea.
Quando la pesti con la scarpa puoi sempre pulirla."


 
 
 

mercoledì 11 aprile 2018

Goodbye.


Avevamo in ballo un pranzo. Noi due.
Un pranzo che non potrò offrirti, che non avverrà mai.
E avevamo in ballo una promessa, noi due.
La promessa di trovarmi sempre e comunque.
Qualsiasi cosa accada.
Temo di doverle infrangere entrambe.

Legge e rilegge quelle righe, parte di un messaggio più lungo che accompagnano una torta al cioccolato già iniziata, davanti alla struttura vuota di quella che era la sua officina, bagnata dalla pioggia che ultimamente non abbandona Philadelphia, se non per brevi intervalli. Lo aveva conosciuto proprio sotto la pioggia e con la pioggia gli dice addio. Poi entra, consapevole di non trovarlo. E tira calci a quel che può, rovescia ciò che può. Come se servisse a qualcosa, perché nemmeno la rabbia che prova dentro sembra essere placabile. Quel biglietto diventa una pallina di carta che viene scagliata chissà dove. E gli parla. Gli parla come se fosse lì. Più che parlargli lo sta insultando. E la sua voce riecheggia in quell'ambiente completamente vuoto insieme ai rumori di roba che cade rovinosamente a terra. Si avvia verso l'uscita, consapevole che un altro punto fermo della sua vita se n'è andato. Per sempre. Un appiglio in meno. E il vuoto dentro di lei si allarga ancora di più. Esce dall'officina. Qualche passo, poi ci ripensa. Rientra e va a cercare quella pallina di carta per portarla con sé. E mangerà quella torta.



lunedì 9 aprile 2018

Waves

Quando il mondo ti sommerge, quando non sai più dov'è la linea che separa l'acqua dall'aria. Quando ti rendi conto che certe cose non saranno come prima. Quando devi accettare il cambiamento. Quando il cambiamento arriva un giorno sì e l'altro pure. Quando sei il primo a cambiare. Quando non ti riconosci quasi più. Quando ti senti scombussolato. Quando le tue certezze, i tuoi punti fermi, a un certo punto, non lo sono più.
Poi riemergi. Prendi un respiro profondo. Un respiro profondo prima di immergerti nuovamente nella quotidianità. Un respiro profondo che ti fa godere quella parvenza di normalità. Una normalità che forse non ti appartiene nemmeno più, ma che ti ostini a volere. Un respiro profondo prima che qualcuno ti carichi per buttarti nell'acqua gelida dell'oceano abbandonando la solita compostezza. Un respiro profondo prima che questo si perda altrove infinite volte. Un respiro profondo mentre ricevi comunque dei messaggi che ti riportano in città, anche solo per qualche minuto, nulla di grave. Un respiro profondo prima di guardare per l'ultima volta quel panorama e poi risalire in macchina, lasciandotelo alle spalle. Un respiro profondo perché torni alla vita che ti sei scelta. E di cui, comunque, non puoi farne a meno.
 
 
 

mercoledì 21 marzo 2018

Empty

"Sei un codardo. Potresti uccidermi e non lo fai."

Percepisce delle voci e alcune ombre che le si avvicinano, non sa esattamente cosa le stiano dicendo. Non le riconosce nemmeno, in ogni caso non avrebbe le forze di reagire. L'odore proveniente dal cassonetto penetra nelle sue narici, sulla bocca sente il sapore dell'asfalto mischiato al suo sangue che ha ricoperto la zona in cui è crollata, letteralmente. Ha ancora le gambe attaccato per miracolo. Il resto è buio interrotto solo da immagini sfuocate e voci lontane. Però lo riconosce, Jimmy, al suo fianco durante la notte. L'unico appiglio in un momento di sbando totale, dopo che se n'è andata. In cui si sente completamente vuota.

E non è colpa del sangue perso.


giovedì 15 marzo 2018

Fire.



What do you miss most?
Home.


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Ti ho detto che ti voglio bene e che ti voglio nella mia vita.

domenica 11 marzo 2018

esse emme esse

Valencia, Marzo 2024


Quella mattina si era svegliata insieme a Borja in una camera che sta imparando a conoscere. Tutto era diverso, tranne il corpo al suo fianco, corpo contro cui va a stringersi e a scavare con la testa nell'incavo tra collo e spalla. La sera prima lui le aveva chiesto di sposarla e senza pensarci troppo aveva accettato. Avevano passato la notte a fantasticare su dove avrebbero vissuto, quanti figli avrebbero avuto, come li avrebbero chiamati.. il tutto intervallato a del buon sesso. Non era la prima volta che affrontavano argomenti simili, ma era la prima volta che lo facevano con un po' più di consapevolezza, nonostante entrambi fossero ancora molto giovani e spensierati, nonostante non avessero assolutamente idea di come le loro vite sarebbero cambiate di lì a poche settimane. Nonostante non sapessero che uno dei due non avrebbe compiuto il trentesimo compleanno.

Erano belli quei tempi in cui tutto sembrava normale. Tutto andava bene. I problemi erano altri. Sapeva di Vigilanti, di incidenti, di minacce strane che colpivano il mondo, ma lei stava in Europa, prima in Germania e poi in Spagna, continuava i suoi studi, beveva birre come se non ci fosse un domani, si godeva la vita dello studente all'estero, si innamorava sempre di più di quello spagnolo che inizialmente era solo il "coinquilino del ragazzo della festa". Tutto era molto bello. Tutto era molto felice. 

Ma un giorno ha deciso di ripartire.

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Philadelphia, Marzo 2028


Lei e Iris Carter non sono amiche. Non possono esserlo. E nemmeno vogliono.
Però sono donne che comandano uomini (e donne).
E sono donne che bevono. Ma soprattutto, sono donne.

I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe sempre perseguitate.

Ha concesso a Iris di prenderle il telefono e scrivere un messaggio. Un messaggio che dice cose che mai ammetterebbe in altri momenti. Che ha tenuto per sé fino a quel momento e se non fosse stato per la grande quantità di Whisky bevuta, forse, non lo avrebbe mai fatto. Ma non è l'unico messaggio partito.


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Poche sere dopo è lei che riceve un messaggio. Si alza dal letto e si guarda intorno in quella casa vuota. Prende una sigaretta e si avvicina alla vetrata che affaccia sulla strada, osservando verso l'esterno mentre fuma nervosamente. Non una, ma tre sigarette. Una dopo l'altra. Si tiene il cellulare in mano e ogni volta che vibra lo stomaco si contorce, fino a che non si appoggia con la fronte contro il vetro, socchiudendo gli occhi. Controlla il respiro, poi torna a letto. Si sistema nella sua parte, abbraccia il cuscino e tiene il telefono lì vicino. Manco dovesse ricevere ancora qualche notizia. Manco si aspettasse una chiamata in piena notte.

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Lei ne è convinta: non vivrà sufficientemente per vedere i risultati di tutto quello per cui sta lottando. Ne ha la certezza, ma c'è chi le riporta una folata di ottimismo in quel mondo pieno di cinismo che la circonda. Uno spiraglio per un nuovo angolo di pace in tutto quel caos, in questa città che ti tiene sempre col fiato sospeso, che non ti lascia il tempo di dormire perché il crimine non dorme mai. Eppure è lì che si è fermata. Una carezza tra i capelli, occhiate attente alle ferite, la frustrazione di non poter fare qualcosa di concreto. Si mangia un pezzo dei brownies che ha preparato in mattinata, si concede qualche risata, si fa apprensiva quando quelle risate causano delle fitte. Ma anche questa volta la realtà non perdona: tutto viene interrotto in maniera brusca e si ritorna con i piedi per terra. L'angolo di pace si sgretola facilmente, così come si era creato.
Due anni fa non avrebbe mai pensato di ritrovarsi in quella situazione, seduta in quel bar a godersi un po' di falsa normalità, quando ne aveva in abbondanza e ha deciso di lasciarsela alle spalle.

sabato 3 marzo 2018

Cake Therapy


L'ultima volta che ha preparato una torta era in Spagna, tutta trafelata e in ansia perché stava per conoscere i genitori di Borja. E aveva scoperto che mettersi al lavoro, in quel modo, le era servito per rilassarsi, a distendere i nervi e prepararsi bene all'incontro che sarebbe avvenuto di lì a poche ore. Ansia che, paragonata a quelle che ha ora, è una presa in giro. I signori Raya probabilmente erano troppo impegnati a fantasticare sui nipotini che avrebbero scorrazzato per casa, dato l'annuncio che avevano appena dato. Erano già saltati allo step successivo. Quella volta le era uscita bene ed è stata anche l'ultima volta per molto tempo.

Guarda gli ingredienti che ha messo sul tavolo. Sono le due di notte, è appena rientrata dall'All In! ed è a casa da sola, come spesso succede ultimamente. Il nervosismo regna sovrano. Ha una promessa da mantenere e dato che è una ragazza di parola, si mette all'opera. Ci lavora per almeno un paio d'ore, mentre la casa si riempie di un profumo piacevole che le provoca dei ricordi un po' malinconici. Ma può mettersi a letto soddisfatta, accontentandosi di abbracciare il suo cuscino.

L'ha tagliata apposta a pezzi per non far vedere che, in realtà, una fetta l'ha tolta prima di impacchettarla, indirizzandola al Node. In Infermeria. Sfruttando MelaMarcia (eroe nazionale) come corriere personale. Non ha avvelenato nessuno. Per la seconda volta vede una torta finire in tempi record. Anche Borja era piuttosto vorace, ma tra i due c'è un abisso.

L'effetto terapeutico è finito piuttosto in fretta.
Si rimette in piedi e abbandonato Groundwater si rimette in macchina. 
Fare torte non è la soluzione a tutto. Ha ben altri modi per sfogare.

Partono in due, tornano in tre.