sabato 30 dicembre 2017

here we are.

*bip*
*bip*
*bip*

Sono i primi suoni che la riportano alla realtà, anche se non lo realizza subito. Un suono regolare che pian piano si fa più nitido al suo udito, risultando anche fastidioso. Ma indica che è viva, sebbene la sua mente sia una completa e totale tabula rasa.
Muove le dita della mano destra, sente un tessuto un po' ruvido, di certo non si trattano bene con coperte di seta o chissà che altro. Sente la gola secca, molto secca. Muove la bocca e sente un altro rumore, più basso e roco. Evidentemente è la sua voce. Non fa in tempo a fare nemmeno quel verso che vede delle ombre, perché nonostante gli occhi socchiusi vedeva della luce. Ombre che le parlano, una mano sulla fronte che scende sulla guancia e lì resta. Ancora non comprende tutto, non sa nemmeno come ci sia finita lì. Ma lì dove?
Gira appena il capo alla propria destra, lì dove c'è quell'ombra che le ha messo la mano sulla fronte. Passano diversi istanti prima che quella figura prenda una forma. Non ne vede completamente il viso, ma è familiare. Molto familiare. Sorride, o per lo meno è quello che pensa di fare, seppure le labbra abbiano solo un moto appena percettibile. Richiude definitivamente gli occhi e torna a dormire.

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Strano, ma vero. I Night Soldier fianco a fianco con la Force per la difesa della popolazione durante la Guerra contro Magnus. Una breve parentesi che ha permesso di vincere, alla fine. Battaglia dopo battaglia, colpo dopo colpo, caduti dopo caduti. Ma ce l'hanno fatta.
Ma a quanto pare lei questa vittoria finale non l'ha vissuta. 

Battaglie lunghissime. Estenuanti. Con la sua Colt Python ha degnamente combattuto, sfruttando anche i potenziamenti causati dal suo chip neurale. Salti da un posto all'altro, inseguimenti, fughe e schivate. Tutto le è stato utile. Ma la stanchezza può essere pericolosa, a un certo punto. La stanchezza ti fa perdere lucidità e sbagliare. Può causare una piccola distrazione che può costar caro.

L'aveva visto. Sì. L'aveva visto armato di quell'ascia, ma ha continuato a combattere contro altri due. L'aveva visto che puntava verso di lei. Probabilmente ha aspettato di averlo vicino e si è girata per colpirne un altro. Il suo colpo è andato a segno. Ma anche lei è stata colpita. Si paralizza. Sente la lama di un'ascia dalle dimensioni notevoli tagliare la sua pelle e scendere a fondo. Guarda davanti a sé, ma non vede nulla. Le manca il respiro. Non riesce nemmeno a urlare. L'ascia viene tolta e lei piega le ginocchia, cascando a terra. Non sa quello che sta succedendo dietro di lei. Non vede che un secondo colpo sta per essere caricato, questa volta puntando al suo collo. Tutta questione di un secondo. Forse due. I rumori tutt'intorno si fanno ovattati. Il suo corpo non reagisce più. La pistola è cascata a terra. Si dice che quando stai per morire rivedi tutta la vita davanti ai tuoi occhi. Ed è quello che è successo. Fatti e persone, soprattutto. Suo fratello impegnato nella battaglia insieme a lei. Un meccanico in ciabatte. E una spiaggia insieme al suo medico di fiducia.
Tutto lì.
La consapevolezza che si sta perdendo tutto quello.
L'incapacità di reagire.
Poi qualcuno che chiama il suo nome, un colpo sparato e cade a terra. Ma non è l'unica. 
Il sapore della terra è l'ultima cosa che sente.

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A quanto pare una shell l'ha salvata e delle mani d'oro l'hanno stabilizzata. Può ancora raccontare quello che è successo, anche se per diversi giorni ha dormito. O si è svegliata in preda a qualche delirio. Ma è ancora qui.
E adesso porta al collo un pezzo di quell'ascia. Un piccolo porta fortuna, così è stato definito.
"Non importa quanto ti farai male, non ti liberi di me".

Si porterà per sempre quella cicatrice sulla schiena, insieme ad altre più piccole che ricorderanno le battaglie. Segni che sono un appiglio utile per ricordarsi il perché fa quello che fa. Il perché è ancora in quel gruppo. Perché non ha ancora abbandonato la causa, ma continua a crederci, giorno dopo giorno, disfatta dopo disfatta.
Once Night Soldier,
Always Night Soldier.

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