mercoledì 3 gennaio 2018

Rainy day.

Se lo ricorda bene quel giorno. Fin troppo bene.
Pioveva. La sera prima hanno combattuto e avuto ingenti perdite. Uno dei soldati rimasti indietro era un degno compagno compagno di bevute al Node e di allenamenti nella zona di tiro. Anche lui aveva una Revolver.
Stava parlando con qualche compagno dei Night Soldier quando ha ricevuto una chiamata e per forza di cose l'ha rifiutata. Ma ne è arrivata una seconda. Poi una terza. Alla fine ha ignorato il telefono. Ha continuato la sua conversazione che verteva sulla pianificazione di nuove mosse per la difesa della popolazione. Durante la Guerra era quello l'ordine del giorno. Una pianificazione dopo l'altra. Poco tempo per piangere i compagni persi. Poco tempo per parlare di film, di cosa si è fatto la sera precedente. A mala pena rientrava in casa. Il sesso era diventato un privilegio.
Ma c'è qualcosa di strano in quella insistenza. Sua madre non è mai così insistente. Lo è stata solo una volta e.. prende il telefono e si sposta dal gruppo con un sorriso convenzionale, dirigendosi verso la propria stanza. 

"Mum?"
"Andrea, diamine!" il tono è lo stesso di una chiamata ricevuta anni fa. Le si gela il sangue. "Papà ha avuto un incidente e.." lo dice con un sussurro mentre è chiaro che si stia trattenendo. Non finisce la frase, ma il significato è ben chiaro.
Non ha la capacità di rispondere, il suo cervello non ha ancora metabolizzato. O forse non vuole farlo. Seguono diversi momenti di silenzio e si sente chiaramente come il mondo le si stia sgretolando sotto i piedi, come le gambe non riescano più a tenerla in piedi.
Casca sul proprio letto.
"..Andrea, il funerale sarà tra due giorni. Devono fare delle analisi e così ave-." aggiunge ancora con un filo di voce.
"Mamma, non posso." la interrompe brutalmente. La guerra sta incalzando. Le costa dire quelle parole. Le costa molto. E non può nemmeno spiegare perché.
"Cosa significa che non puoi tornare? Si tratta di tuo pad-" non ha preso bene quelle parole.
"CAZZO LO SO."
Di nuovo segue il silenzio, ma questa volta ci sono dei singhiozzi. Ma da una sola parte. Ed è la sua. Tante parole non dette. E mai dette.
"Avvisa tu James, mamma.."
"Andrea."
"No mamma, Andrea niente. Non posso."
"Tuo padre è morto e te ne lavi le mani così?"
"Non me ne sto lavando le mani. Anche se tornassi cambierebbe qualcosa? NO. Quindi smettila di insistere. Non posso."

"Certo Andrea, certo. Continua a rischiare di finire in prigione, o di farti ammazzare."
"Papà mi avrebbe supportato."
"Infatti guarda com'è finito."
Una bomba silenziosa esplode.
Dall'altra parte c'è la comprensione di aver esagerato. Si sente che sta per dire qualcosa, ma lei la anticipa.
"Ciao mamma." chiude la chiamata e scaglia il telefono contro il muro che ha di fronte. Rimane seduta alcuni secondi in silenzio. Sguardo fermo su un punto non definito del muro. Sospira. Si alza in piedi e tira un calcio al telefono, scagliandolo contro un'altra parete. Apre la porta e torna nella sala briefing. 
La Guerra incalza e lei non lascia Philadelphia.
E qui è rimasta. Anche dopo la fine.

Partono in due, tornano in tre.